Pallinatura superfici: fase di lavorazione

La pallinatura offre impareggiabili vantaggi ai metalli

Scopriamo di più sul trattamento, fra principi e applicazioni

Grazie ai trattamenti di micropallinatura, o semplicemente pallinatura, è possibile incrementare la durata della vita utile di molti diversi tipi di manufatti in metallo e, al tempo stesso, anche migliorarne l’aspetto esteriore. In che modo? Esaminiamo i principi di base del trattamento.

Si potrebbe fare un’analogia paragonando la pallinatura alla verniciatura a spruzzo, con la differenza che invece del liquido colorato viene direzionato verso l’oggetto da trattare un flusso di minuscoli oggetti di forma sferica.

Questi piccoli “proiettili” acquisiscono grandi quantità di energia cinetica attraverso l’aria compressa prodotta da un macchinario e, una volta raggiunta la superficie da trattare, la rilasciano esercitando sul metallo un’azione abrasiva: è così che il manufatto viene, innanzitutto, pulito accuratamente.

Ma ciascun singolo pallino metallico (o di altro materiale, a seconda dello specifico tipo di lavorazione) si comporta anche come se fosse un piccolo martello, che agisce comprimendo la zona superficiale contro cui va a cozzare. In questo modo si creano tensioni superficiali sul metallo, che beneficerà di una maggiore resistenza meccanica.

La pallinatura è quindi apprezzata perché conferisce una maggior robustezza ai manufatti e, al tempo stesso, determina uno stato di stress residuale che impedisce la formazione di discontinuità (a causa di urti oppure usura) e la propagazione di crepe nel materiale.
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