Articoli

Componenti metallici sottoposti a nichelatura chimica

La nichelatura chimica come processo di finitura superficiale a elevata valenza estetica

La deposizione su un manufatto o componente di metallo di uno strato di nichel può essere effettuata per mezzo di diversi processi, come ad esempio quello chimico che permette di ottenere un riporto di spessore preciso tramite speciali bagni autocatalitici.

Molto apprezzata per via dell’incremento della resistenza alla corrosione che conferisce ai materiali trattati, la nichelatura di tipo chimico può essere considerata anche come un procedimento ideale per migliorare l’estetica degli oggetti metallici.

Ciò avviene grazie alle proprietà intrinseche del nichel, un metallo dall’aspetto lucido e brillante che viene grandemente apprezzato per i suoi scopi decorativi. Ma come si fa a giudicare la bontà estetica del risultato finale?

Esistono diversi metodi per valutare e classificare i trattamenti di nichelatura in base al loro aspetto, a iniziare dalla lucidità. Per misurare questo parametro, che consiste nella riflettività speculare della luce sulla superficie dell’oggetto, si può utilizzare un apposito strumento detto glossmetro che misura l’intensità della luce riflessa in un determinato campo angolare.

Grazie a una strumentazione di questo tipo è possibile determinare quanta della luce che arriva alla superficie dell’oggetto viene riflessa e, quindi, trasmetta un senso di brillantezza e pregio estetico.

Diversi sono i fattori che possono influenzare la lucidità del rivestimento ottenuto dalla deposizione di nichel chimico, come in particolare:

  • Caratteristiche del substrato metallico di partenza (composizione del materiale, ruvidezza e struttura superficiali, tipo di eventuali pretrattamenti effettuati…)
  • Processo di nichelatura chimica eseguito (composizione ed età del bagno autocatalitico, parametri operativi…)
  • Rivestimento applicato (composizione chimica, tenore di fosforo, spessore…)

Alcuni esempi pratici: la lucidezza complessiva del nickel chimico applicato a un manufatto aumenta con lo spessore del riporto applicato e in base alla sua composizione, coi valori massimi di riflettività raggiunti quando si effettuano processi di nichelatura a medio tenore di fosforo.

Due barre di metallo parzialmente corrose

I trattamenti superficiali anticorrosione che proteggono e preservano i metalli

La corrosione è un nemico silenzioso, ma inesorabile, che può mettere seriamente a repentaglio la solidità e l’integrità dei manufatti in metallo, indipendentemente dalle loro dimensioni, caratteristiche o campo di applicazione.

A seconda delle condizioni ambientali e dei relativi agenti corrosivi presenti, e delle caratteristiche del materiale stesso, la corrosione può innescarsi e avere un decorso più o meno rapido causando, in ogni caso, danni potenzialmente ingenti col passare del tempo: si stima che, a livello globale, questo fenomeno di deterioramento dei metalli causi ogni anno danni per miliardi di dollari.

Forse non tutti sanno che la corrosione può assumere diverse forme e che ne esistono ben otto diverse, tra cui ad esempio la corrosione galvanica, quella intergranulare o quella associata all’erosione, solo per citarne alcune; tutte sono accomunate però dall’avere a loro volta un “nemico” in comune, ovvero i trattamenti superficiali anticorrosione.

Di questi trattamenti esistono due categorie nello specifico, basati cioè sulla creazione di rivestimenti non metallici oppure metallici che isolano e proteggono il materiale di partenza dagli agenti corrosivi. Per quanto riguarda in particolare i rivestimenti metallici, un procedimento piuttosto comune è quello innanzitutto di eseguire la nichelatura chimica sul manufatto da proteggere, grazie alla quale si creerà uno strato di nichel-fosforo dalle ottime proprietà anticorrosive e antiusura.

Già di per sé la nichelatura offre tangibili vantaggi rispetto al metallo non trattato, ma per portare il risultato finale ai massimi livelli è possibile eseguire uno step successivo. Si tratta di un vero e proprio trattamento anticorrosione che si basa sull’applicazione di apposite sostanze sigillanti che vanno a occludere le porosità residue dello strato di nichel, rendendolo quindi meno soggetto agli attacchi da parte degli agenti esterni.

Di entrambi i trattamenti – nichelatura chimica prima e applicazione di sigillanti anticorrosione poi – si occupa con perizia ed esperienza la Nicasil di Parma: chiama lo 0521-272811 oppure compila il comodo modulo di contatto se desideri ricevere informazioni più approfondite o preventivi su misura.

I trattamenti superficiali per i metalli

La ditta Nicasil Srl è un’azienda che negli anni si è specializzata sempre più nei trattamenti superficiali per i metalli come leghe ferrose, di rame e d’alluminio. Queste lavorazioni sono utili per migliorare le caratteristiche naturali del materiale e nello specifico per quanto riguarda soprattutto la durezza e la resistenza ad agenti corrosivi.

La nichelatura chimica

L’azienda effettua questo trattamento a medio tenore di fosforo che consente di ottenere un deposito uniforme e aderente sulle superfici: particolarmente resistente alla corrosione ed all’usura, il materiale viene trattato con una lega nichel-fosforo ottenuta da un bagno autocatalitico.

La nichelatura chimica, idonea a proteggere tutti i metalli e le leghe, viene utilizzata soprattutto nel settore engineering dove vengono sfruttare le migliorate caratteristiche chimico-fisiche del materiale.

Il trattamento anticorrosione

Quello anticorrosione è il trattamento durante il quale viene depositato uno strato di nichel sigillato con un additivo  per migliorare la resistenza alla corrosione del metallo e abbassare il coefficiente di attrito. Durante il trattamento anticorrosione si applica un sigillante che inibisce dunque l’intervento degli agenti aggressivi. Il sigillante anticorrosione è a base di petrolio.

Il trattamento termico

L’elevata temperatura necessaria durante questo trattamento consente allo strato di nichel chimico di compattare lo strato finale e renderlo più aderente e duro dal punto di vista superficiale (circa 500 HV100). Lo strato deposto dispone di un reticolo cristallino α-nichel che, dopo il trattamento termico, diventa β-nichel (con una composizione più stabile e una maggiore durezza superficiale (circa 1000 HV100).